La Via Annia - origine ed ipotesi di tracciato: un confronto aperto

 

 

TITO ANNIO LUSCO O TITO ANNIO RUFO? DUE TESI PER IL CAPOLINEA MERIDIONALE

In relazione a questa via molto è stato dibattuto circa l'identificazione del personaggio che ne promosse La realizzazione: storici e topografi lo hanno infatti variamente riconosciuto in Tito Annio Lusco, console nel 153 a.C., o piuttosto in Tito Annio Rufo, pretore nel 131 a.C. E' evidente che l'attribuzione ai due diversi personaggi non comporta solo uno scarto cronologico di circa un ventennio, ma soprattutto un diverso scenario in cui inserire la strada, in particolare il suo tratto meridionale, rispetto ai collegamenti viari già esistenti.
In questo senso chi attribuisce la realizzazione della via al pretore Annio Rufo, vede la strada partire dal capolinea meridionale di Adria (ipotesi A) e proseguire verso nord-ovest in direzione di Padova. In questo caso si stabilirebbe un rapporto di diretta successione tra la Via Popillia del 132 a.C. e il suo proseguimento verso Altino e Aquileia.
Chi anticipa invece la stesura al 153 a.C. attribuendola al console Annio Lusco, vede in Bologna il suo capolinea meridionale (ipotesi B), secondo anche la testimonianza che viene dall'itenerario Antonino. Annio Lusco è la stessa persona (triumvir coloniis deducendis) che fu incaricata nel 169 a.C. dal Senato romano a condurre ad Aquileia un supplemento di coloni, inteso a rafforzare le difese cittadine.

TRACCIATO MERIDONALE

Il nodo "critico" tra Adria e Padova (ipotesi A)
Il tracciato della Via Annia non soltanto è incerto cronologicamente e nel suo capolinea, ma neppure è definito nel suo tratto tra Adria e Padova. In effetti le varie ipotesi indicano la strada passante o per Bovolenta e Pozzoveggiani, o per Albignasego, o ancora per Conselve.
In realtà un tracciato stradale sembra essere abbastanza rilevabile tra Adria e Agna, sia attraverso la testimonianza archeologica sia attraverso la lettura di foto aeree. Tutto questo viene in ogni caso a mancare a settentrione di Agna, dove i rinvenimenti archeologici non danno contributi significativi in relazione a una direzionalità stradale.
Secondo le indicazioni di Bosio, in questo tratto la Via Annia raggiungeva il paese di Bovolenta, da dove si staccava il lungo rettifilo che per Casalserugo e Pozzoveggiani portava a Padova, fino a ricongiungersi all'inizio dell'attuale via Umberto I con la strada proveniente da Este.
Tuttavia le ricerche archeologiche e geomorfologiche, queste ultime con il supporto dell'analisi di nuove fotografie aeree, nonché notizie documentarie di epoca medioevale, sembrano forse suggerire un'ulteriore ipotesi, cioè un tracciato che da Agna toccava Conselve e, successivamente, la Mandria sfiorando Cartura e Maserà, immettendosi in questo ultimo tratto nella via proveniente da Este.

Il nodo "critico" tra Bologna e Padova (ipotesi B)
Anche l'ipotesi del tracciato Bologna - Padova non è esente da grossi problemi di interpretazione topografica in quanto restano molto incerte le collocazioni delle stazioni di tappa, tra Bologna ed Este, di Vico Sernino, Vico Variano e Anneiano. Varie sono le proposte in merito, tra cui quelle di Mommsen (che fa passare la strada per Ostiglia e Legnago), di Bosio (che identifica Vico Variano in Castelnovo Bariano e Anneiano in Montagnana), di Uggeri (che vede Vigarao come Vico Variano e Lendinara come Anneiano). Da ultimo, su una suggestione di Prosdocimi che identifica Anneiano nei pressi di Badia Polesine, si è pensato ad un tracciato tra Vigarano (Vico Variano), Badia Polesine (Anneiano), Montagnana (Mons Anneiani:pascolo di Anneiano) e Este.
Se quest'ultima ipotesi potrebbe trovare una qualche ragione in termini di toponomastica e di calcolo delle miglia tra le varie località, si deve tuttavia dire che il percorso meglio documentato sul piano archeologico riamne ancora quello proposto da bosio.
Da Este la strada poteva toccare quindi Monselice (vicus di Ateste), passare poi per l'odierna località di Battaglia Terme, attraversare Montegrotto (legato alle acque salutifere del fons Aponi e al famoso oracolo di gerione), Mandria, raggiungendo infine Padova attraverso il Bassanello, piazzale Santa croce e corso Vittorio Emanuele II.

TRACCIATO SETTENTRIONALE

La via Annia tra Padova e Aquileia
Abbandonata definitivamente la civitas patavina, la strada doveva toccare probabilmente le località di Terranegra e di Camin dove si scoprirono, nel corso del tempo, vari manufatti antichi tra cui un tesoretto di circa 1080 monete, ma soprattutto i resti di un ponte presso il crocevia Ottoteste che consentiva di attraversare un ramo del fiume Meduacus.
Da qui l'itinerario della strada può essere seguito grazie anche al rinvenimento di alcuni miliari tra cui quello messo in luce sempre a Camin, ma che deve essere però riferito ad un'altra località più vicina alla città in quanto documenta la distanza di 3 miglia, e quello di Sarmazza che riporta l'indicazione di 7 miglia.
L'Annia toccava poi la località di Sambruson, dove si dovrebbe porre la mutatio ad Duodecimum, ovvero la stazione di tappa per il cambio dei cavalli posta a 12 miglia da Padova e, più oltre, Porto Menai dove si deve porre un'altra importante stazione detta ad Portum. Da qui, dove si inserirà in seguito la via Popillia, l'Annia oramai arrivata in prossimità della laguna, piegava verso settentrione sino a raggiungere la statio ad Nonum, presso Marghera-Mestre, quindi Altino e infine Aquileia.